

È certamente una delle opere a cui sono più affezionato, che meglio rappresenta il mio stile, il mio rigore artistico che si mescola con le evoluzioni della mia mente sognatrice. In quest’opera vi è la ricerca della perfezione dove il centro, un cerchio bianco, è il simbolo di purezza d’animo che vado a ricercare sempre nel mio percorso che si chiama vita. Le linee che, dai lati del quadro vogliono ingabbiare il cerchio, rappresentano le imprevedibili e infinite scelte che, come ogni uomo, sono ogni giorno chiamato a fare, cercando di farle con consapevolezza e rispetto dei miei ideali di persona lineare, chiara, trasparente. I riquadri geometrici che completano il quadro, di varie forme, grandezza e finiture, rappresentano il mondo in cui vivo, le esperienze vissute, gli amici e la gente che quotidianamente incontro e coi cui ho relazioni. Il quadro lo amo particolarmente perché è il giusto mix tra rigore e maestria, tra precisione e fantasia.

Opera realizzata in un periodo di grandi riflessioni. Ho compiuto da poco 60 anni, inizio a pensare che la vita che mi resta è molto meno di quanta già vissuta, in questo periodo sto per prendere decisioni importanti per la mia vita sia professionale che personale. Analizzo cosa voglio veramente dal futuro, decido di togliere il superfluo, le amicizie non Amicizie, ciò che professionalmente non mi piace più fare, non accetto più di giungere a compromessi puntando ad una vita più semplice, che non mi deve dare riconoscimenti per la mia autostima bensì valori veri. Il quadro ha in primo piano il cerchio bianco, simbolo di purezza d’animo, mio obiettivo primario. È inoltre evidente la forma del cranio umano dove, all’interno di esso, io sto ragionando sul mio futuro e sulle scelte che voglio fare. Un evidente taglio verticale mette in evidenza le difficoltà, le amarezze, i dolori talvolta insopportabili che la mia mente ha dovuto sopportare. Ciò che voglio trasmettere è riuscire quindi a vivere in pace con me stesso, cercando costantemente la purezza d’animo e dare amore verso le persone care.

Realizzato in un periodo triste della mia vita personale, quest’opera racchiude nelle sue forme e linee una richiesta di aiuto e un messaggio titubante e senza speranza di amicizia, e amore. Nel quadro sono evidenti dei “fori” bianchi che nel mio immaginario rappresentano delle via di fuga verso la felicità e serenità, dei “percorsi” che simboleggiano delle vie d’uscita dal vicolo cieco della mia vita. Vi è una ricerca, spasmodica, di comunicare il mio disagio attraverso tratti forti, spigolosi, spessi, che si inseriscono in tratti più morbidi, i primi a segnalare pericolo e insicurezza che si integrano in una vita, all’apparenza gioiosa, rappresentata da linee e forme più morbide e armoniose. In quest’opera, più di qualsiasi altra da me creata, viene evidenziato il mio disordine mentale, la disarmonia che stavo vivendo.

Questo quadro, chiamato Maya, fa riferimento ad una scultura della civiltà Tolteca che raffigurava divinità della religione mesoamericana. La statua che mi ha ispirato è esposta al Museo Nazionale di Antropologia di Città del Messico, da me visitato nel 2023. Particolarmente stimolante è stato l’inserimento di stili diversi nel tracciare le linee del viso e del corpo. A definire il corpo ci pensa lo sfondo dell’intero disegno con il classico stile che mi contraddistingue.

Una rappresentazione che ricorda la mia giovinezza, la figura materna. Non vuole essere un ritratto bensì una figura astratta che esalti la bellezza femminile secondo i miei canoni. Il foulard sul collo molto allungato, sinonimo di eleganza, è il protagonista del quadro. L’obiettivo che mi sono posto è mettere in evidenza la precisione del tratto e dei disegni del foulard, sempre alla ricerca della perfezione e della precisione stilistica. Il viso e i lunghi capelli sono volutamente appena abbozzati. Il quadro infine viene completato da uno sfondo che riprende il tratto e lo stile tipico che si ripete in ogni mia opera.

Il mio classico stile in questo quadro incontra la bellezza di un volto femminile rappresentato con straordinaria semplicità, senza fronzoli. La ricerca della bellezza pura mi ha portato a disegnare la testa di donna nella maniera più basica possibile, senza capelli, senza orpelli, rendendo la raffigurazione estremamente affascinante nella sua semplicità. Nella parte destra del quadro ritorna il mio tipico stile, che accompagna quasi tutte le mie opere, che si dissolve senza soluzione di continuità nella nuca femminile creando un delizioso gioco di dissolvenze. Questa parte dell’opera è particolarmente importante, esprime la mia volontà di contaminare con la bellezza femminile, il mio tratto che rappresenta me stesso, alla ricerca di sublimare la mia bellezza interiore.

Un quadro diretto, senza filtri, dove esprimo la mia inquietudine e irrequietezza vissute in quel periodo. Il quadro raffigura una scena di vita di tuti i giorni dove viene rappresentata una gitana con il figlio. La donna, poco propensa a fare la madre, si dedica alla vita di facili costumi, attirata dai soldi facili e dal divertimento senza regole in un luogo dove tutto è possibile e tutto è senza regole. Il bambino, suo malgrado, deve soccombere, deve diventare adulto in fretta, viene privato dei giochi e della sua infanzia. Il volto della donna non è presente volutamente, dimostrando che ciò che attira l’attenzione non è la bellezza pura e pulita di un volto bensì i piaceri della carne. Il bambino, truccato e tatuato come fosse un adulto, viene inserito nel conteso in basso a destra, a dimostrazione della sua sottomissione alla madre. Intorno ai due soggetti tratti una un luogo di perdizione.

Questo disegno è una sorta di dedica a mia figlia adolescente. Sta crescendo, non è più una bambina, inizia ad avere una sua forma mentis, un suo carattere, una sua personalità, suoi interessi. Il disegno vuole rappresentare una sorta di purezza e al tempo stesso una sua dimensione prospettica elegante, con carattere definito e una forte personalità. Rappresenta l’evoluzione della vita in modo armonico, quasi a definire la base su cui costruire la maturità.

L’occhio rappresenta l’obiettivo primario della mia costante ricerca di Bellezza. L’occhio come strumento che mi consente di apprezzare le Bellezze che mi circondano: la natura, l’arte, il design, la bellezza che ogni giorno inconsapevolmente mi trasmette felicità e gioia di vivere. Quest’opera vuole essere un esercizio di stile dove la ricerca di linee pulite, semplici e al tempo stesso perfette mi trasmette sicurezza e appagamento. L’opera si completa con il classico mio stile esornativo che va a riempire i quattro angoli del quadro.

Questo disegno è una sorta di dedica a mia figlia adolescente. Sta crescendo, non è più una bambina, inizia ad avere una sua forma mentis, un suo carattere, una sua personalità, suoi interessi. Il disegno vuole rappresentare una sorta di purezza e al tempo stesso una sua dimensione prospettica elegante, con carattere definito e una forte personalità. Rappresenta l’evoluzione della vita in modo armonico, quasi a definire la base su cui costruire la maturità.

Considero questo quadro un capolavoro di perfezione dove il mio stile esprime due concetti molto importanti: la bellezza, rappresentata da un corpo femminile semplice, pulito, longilineo, e nel centro una raffigurazione che ricorda l’origine della vita. Questo quadro fa parte di un preciso periodo della mia vita artistica nel quale ho ricercato di rappresentare costantemente la bellezza e la purezza

Due individui, diversi tra loro ma con in comune l’esperienza di vita vissuta, si incontrano e danno vita ad una splendida storia d’amore. Il disegno raffigura due persone di diverso colore della pelle, i tatuaggi che hanno nel corpo rappresentano le loro esperienza, la loro storia. Questi tatuaggi sono molto simili tra loro, ad indicare che le esperienze di vita vissute li hanno resi uguali aldilà del colore della loro pelle.

Quest’opera trasmette fin dal primo sguardo, gioia, spensieratezza. Il quadro rappresenta, attraverso delle scene incastonate tra loro, scene festose e momenti di spensieratezza. Come in altre mie opere, anche in questa vi è un cerchio lindo a simboleggiare purezza d’animo. Infine, al centro del quadro, vi sono elementi verticali, poco evidenti al primo sguardo, che quasi tagliano a metà l’opera, a voler ricordare che, pur in un contesto festoso come questo, vi sono momenti difficili e tristi che minano anche i migliori giorni della nostra esistenza.

Quale miglior modo per trascorrere una serata in buona compagnia se non bevendo una coppa di champagne in compagnia di amici sinceri. Per questo quadro ho preso ispirazione da una piacevole serata estiva trascorsa in ottima compagnia durante la quale ho ritrovato momenti di serenità e felicità sempre più rari nel corso della vita. Tecnicamente il secchiello e il collo della bottiglia sono realizzati con lo stile tipico che mi rappresenta ma, a differenza di altri quadri, qui la tramatura è ampia, quasi bulimica, per mettere in evidenza felicità in abbondanza.

Il quadro raffigura una elegante e affascinante signora, con grande cappello e vistosi orecchini, che osserva l’opera che la avvolge. L’opera, che fa da sfondo al quadro e che allo stesso tempo circonda l’intera figura femminile, è un intarsio di disegni astratti. Come mia consuetudine, la donna è raffigurata con poche linee minimali con l’obiettivo di mettere in risalto la sua eleganza, bellezza e purezza.

Linee più o meno spesse che ricordano i percorsi di vita di persone che non si conoscono e che casualmente si incrociano. Alcuni di questi incontri sfociano in un’amicizia, altri in un amore, altri si dimenticano in pochi minuti. Nel mio immaginario, così interpreto la casualità che ci fa incontrare le persone più care e con le quali viviamo la restante parte della nostra vita. La tecnica utilizzata è tipica del mio lavoro, linee perfette più o meno spesse accompagnate da una tramatura che fa da collegamento. Particolarmente semplice ma molto piacevole per il livello di precisione raggiunto.

Quest’opera, una delle pochissime dove viene usato il colore, vuole rappresentare i miei diversi stati d’animo, i momenti storici della mutevole vita. L’opera si suddivide in 13 segmenti ben visibili dove in ognuno racconto un particolare momento di felicità. È un quadro che trasmette gioia, spensieratezza, vitalità, pur evidenziando nel percorso, in modo poco rilevante, alcune zone buie. In dettaglio, nel riquadro in basso a sinistra, si possono osservare alcune scene meno colorate e con tinte più scure, delimitate da contorni neri, a rappresentare un periodo particolarmente buio della mia esistenza. Nel suo insieme però, il quadro, con i suoi colori sgargianti, trasmette felicità.

Un quadro che si discosta molto dal classico stile utilizzato. Ho voluto sperimentare altre forme di espressione utilizzando la china come negativo per far emergere i soggetti in chiaro. Il grande pesce immaginario al centro della scena vuole rappresentare la sopraffazione, la crudeltà di alcuni uomini nell’utilizzare il potere a proprio vantaggio. Il grande pesce, volutamente dall’aspetto sgraziato e inquietante, che sta a rappresentare i poteri forti della politica e dell’economia – le multinazionali che divorano, non lasciando più spazio all’intraprendenza e creatività dei singoli. Vi è anche un vago riferimento ai gironi danteschi, ispiratori nel rappresentare il messaggio.

In quest’opera viene rappresentata la vita attraverso disegni simbolici che si sovrappongono gli uni agli altri a voler evidenziare come la nostra vita non ci fa assaporare il presente, sempre alla ricerca costante di battere il tempo vivendo freneticamente ogni minuto che abbiamo a disposizione. La bellezza in quest’opera viene rappresentata da un corpo esile e longilineo appena abbozzato che attraversa longitudinalmente tutto il quadro. Questa figura stilizzata, che rappresenta la bellezza e l’armonia attraverso la figura stilizzata di una donna, vuole comunicare serenità, felicità, attenzione alla nostra vita presente. Dobbiamo imparare a vivere il presente, osservando le cose più semplici che ci accadono e che spesso sono le più importanti, quelle che ci lasciano i ricordi più semplici e più profondi.

Realizzato in un periodo artistico in cui vado alla ricerca della purezza delle forme attraverso la raffigurazione stilizzata di corpi femminili che comunichino charme e seduzione. In questa tavola viene raffigurata una donna dai lineamenti raffinati al centro, circondata dalla vita notturna di una grande città. Il mio intento è inserire una figura di fascino non comune nella frenetica vita notturna di una grande città. L’opera vuole rappresentare il contrasto tra lo scintillio notturno e frenetico di una megalopoli con la figura nobile, elegante e di grande charme della donna.
La sezione dei contatti di Andrea Babetto è pensata come un luogo semplice e diretto, dove chiunque voglia mettersi in relazione con lui può farlo senza formalità. Qui si incontrano le sue due anime: quella imprenditoriale, sempre attenta ai progetti e alle idee che possono crescere, e quella artistica, più intima e curiosa, che cerca dialoghi sinceri e stimolanti.
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